sabato 30 luglio 2016

La zona amici

Per i neofiti sappiate che la zona amici non è quel posto dove si ritrovano un gruppo di amici a chiacchierare tra di loro. La zona amici è quel confine che separa un uomo e una donna ad avere una relazione. Diceva il buon Max Pezzali, se sei amico di una donna non combinerai mai niente mai, non vorrai rovinare un così buon rapporto.

La zona amici esiste fin dai tempi antichi. Si narra che Apollo fosse innamorato della ninfa Dafne, figlia della naiade Creusa e  del dio fluviale Ladone, ma fu respinto.  Apollo non si rassegnò e incominciò a inseguire Dafne. La ninfa, ormai stremata dall'inseguimento,  pregò i genitori di aiutarla e fu trasformata in un albero di alloro. Qualcuno qui direbbe che è diventata letteralmente una figa di legno.



Oggi questa zona amici è conosciuto per di più con il termine friendzone.




La friendzone è un termine nato con il telefilm Friends dove Joey diceva a Ross che, essendo innamorato di Rachel, era nella friendzone. D'altronde in un telefilm che si chiama Friends dovrai per forza rimanere amico di una donna. 
Per rimanere in tema telefilm, con la serie The Flash abbiamo la friendzone ai tempi dello sci-fi. Il protagonista, Barry Allen, è innamorato di Iris West, ma lei lo vede come un amico. A un certo punto della prima stagione riesce a uscire dalla friendzone, ma poi ritorna indietro nel tempo per rientrarci. Verso la fine della seconda stagione Barry esce di nuovo dalla friendzone, ma creando una nuova realtà alternativa ci rientra di nuovo. Poi dicono che Peter Parker è il personaggio più sfigato dei fumetti, ma anche Barry Allen non scherza.

La friendzone è ormai così diffusa che qualcuno ha deciso di creare una pagina chiamata Boom. Friendzoned, Vengono raccolte per di più conversazioni di whatsapp dove lei friendzona lui nei peggio modi. Alcune sono davvero spassose, ma altre ti fanno pensare: perché tu donna ferisci i sentimenti di lui in questa maniera? 
Whatsapp ha aiutato di più a diffondere la friendzone? Se la gente si dicesse le cose in faccia, le cose forse andrebbero in modo diverso. Bei tempi quando si messaggiava solo via sms. Se mandavi un sms, non sapevi se poi il destinatario l'avesse ricevuto o letto. Ora con whatsapp e le spunte blu sai che il destinatario del tuo messaggio l'ha letto, ma non ti ha risposto. Le spunte blu saranno la rovina per il genere maschile.

I friendzonati alla fin fine possono vedere il lato positivo della cosa: anche Apollo è stato nella loro situazione e quindi possono sentirsi delle divinità. E chi lo sa, anch'io in questo periodo mi sento un po' come Apollo.

sabato 16 luglio 2016

Ogni ricordo è più importante condividerlo che viverlo

Quelli della mia generazione quando rovistavano nei cassetti trovavano vecchie foto, che possono essere in bianco e nero o a colori, e capivi che erano vecchie dall'immensa polvere che ricopriva la carta di queste foto.Chiedevano ai loro parenti di raccontare quelle foto. Magari quella foto è stata scattata durante il loro matrimonio oppure quando è nata la loro primogenita. E' questo il potere di una foto: raccontare una storia. La fotografia è un ricordo e racchiude quei momenti che sono stati importanti per noi.

Com'è cambiato il concetto di fotografia nell'era degli smartphone e dei vari social? Il vantaggio del digitale è che se ciò che abbiamo appena scattato non ci piace, possiamo eliminare quella foto e scattarne magari un'altra più bella. L'altra faccia della medaglia è che sì possiamo fotografare ogni cosa, ma propria ogni cosa, ma soprattutto in ogni momento.

Ma se non stampiamo quelle foto che scattiamo con i nostri smartphone, che fine fanno? Non stanno a marcire nei telefoni intelligenti. Vengono condivisi su Instagram, il social network delle foto. Lo step successivo, spesso saltando quello precedente di Instagram, è di condividere la foto su Facebook.



Tra i vari utenti che condividono le foto c'è quello che condivide la foto della patente appena presa. Molto intelligente visto che chiunque veda quell'immagine potrebbe copiare dati sensibili e clonare la patente appena presa. C'è inoltre quello che condivide la propria foto mentre sta su un letto d'ospedale. Vi pare normale che dopo aver subito un'operazione la prima cosa che pensate di fare è scattarvi una foto e condividerla su Facebook? C'è poi quello che scatta la foto al proprio piatto e la condivide subito con tutti. C'è della pasta appena cotta che potrebbe raffreddarsi  e invece di mangiarla subito, pensi a scattare la foto al tuo cibo, tu non sei sano di mente. Questi sono degli esempi di casi che scattano foto che non dovrebbero essere condivise, ma c'è il caso estremo di quello che si immortala sempre e condivide quei momenti con gli amici di Facebook. Come direbbe J-Ax e Fedez, ogni ricordo è più importante condividerlo che viverlo. Perché condividiamo i nostri momenti sui social? La risposta ve la potrebbe dare Raymond Carver.

E hai ottenuto quello che volevi da questa vita, comunque?
L'ho fatto.
E cosa volevi?
Poter dire a me stesso che sono amato, sentirmi amato qui sulla terra.

Ormai vediamo il mondo attraverso gli smartphone. Fa molto Black Mirror. I social network e gli smartphone hanno rovinato la fotografia? Ai posteri l'ardua sentenza.  E se decidessimo di eliminare il nostro account di Instagram o quello di Facebook? O se il nostro smartphone si rompesse? E se avvenisse una tempesta elettromagnetica che distrugge ogni strumento elettronico in tutto il mondo. Per citare Roy Batty, tutti quei momenti andranno perduti come lacrime nella pioggia.